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Mi presento: sono Chiara Benenati
Chi sei

Mi chiamo Chiara Benenati e sono la creatrice di Tarabà.

Quando sei nata?

Il 6 maggio 1983 (ebbene sì, una vera Millennial).

Come sei arrivata fin qui?

Facendo un bel po’ di giri.
Ho iniziato con Lingue Straniere, poi mi sono laureata in Scienze del Turismo a Torino, facendo anche alcune belle esperienze all’estero (Germania e Spagna).

Nel frattempo, per mantenermi gli studi, facevo la baby-sitter e lavoravo in una cartoleria vicino casa… lavori che allora consideravo “di passaggio”, ma che a quanto pare stavano già cercando di dirmi qualcosa: creatività e mondo dei bambini.

Poi ho fatto la “persona seria”: impiegata commerciale, ufficio, aziende.

Però dentro di me qualcosa non tornava. Il lockdown del 2020 ha fatto il resto: pausa forzata, tante domande, poche risposte… finché ho capito che dovevo cambiare rotta.

Così sono ripartita da capo… da me.
Mi sono iscritta a psicologia e mi sono laureata in Discipline Psicosociali. Lì ho incontrato Piaget, Winnicott e tanti altri… e ho iniziato a vedere tutto con occhi diversi.

In pratica? Ho fatto il percorso al contrario: prima la pratica, poi la teoria.

“La vita si impara vivendola.” — (Søren Kierkegaard).

Chi sei

Mi chiamo Chiara Benenati e sono la creatrice di Tarabà.

Quando sei nata?

Il 6 maggio 1983 (ebbene sì, una vera Millennial).

Come sei arrivata fin qui?

Facendo un bel po’ di giri.

Ho iniziato con Lingue Straniere, poi mi sono laureata in Scienze del Turismo a Torino, facendo anche alcune belle esperienze all’estero (Germania e Spagna).

Nel frattempo, per mantenermi gli studi, facevo la baby-sitter e lavoravo in una cartoleria vicino casa… lavori che allora consideravo “di passaggio”, ma che a quanto pare stavano già cercando di dirmi qualcosa: creatività e mondo dei bambini.

Poi ho fatto la “persona seria”: impiegata commerciale, ufficio, aziende.

Però dentro di me qualcosa non tornava. Il lockdown del 2020 ha fatto il resto: pausa forzata, tante domande, poche risposte… finché ho capito che dovevo cambiare rotta.

Così sono ripartita da capo… da me.
Mi sono iscritta a psicologia e mi sono laureata in Discipline Psicosociali. Lì ho incontrato Piaget, Winnicott e tanti altri… e ho iniziato a vedere tutto con occhi diversi.

In pratica? Ho fatto il percorso al contrario: prima la pratica, poi la teoria.

“La vita si impara vivendola.” — (Søren Kierkegaard).

Chi sei

Mi chiamo Chiara Benenati e sono la creatrice di Tarabà.

Quando sei nata?

Il 6 maggio 1983 (ebbene sì, una vera Millennial).

Come sei arrivata fin qui?

Facendo un bel po’ di giri.
Ho iniziato con Lingue Straniere, poi mi sono laureata in Scienze del Turismo a Torino, facendo anche alcune belle esperienze all’estero (Germania e Spagna).

Nel frattempo, per mantenermi gli studi, facevo la baby-sitter e lavoravo in una cartoleria vicino casa… lavori che allora consideravo “di passaggio”, ma che a quanto pare stavano già cercando di dirmi qualcosa: creatività e mondo dei bambini.

Poi ho fatto la “persona seria”: impiegata commerciale, ufficio, aziende.

Però dentro di me qualcosa non tornava. Il lockdown del 2020 ha fatto il resto: pausa forzata, tante domande, poche risposte… finché ho capito che dovevo cambiare rotta.

Così sono ripartita da capo… da me.
Mi sono iscritta a psicologia e mi sono laureata in Discipline Psicosociali. Lì ho incontrato Piaget, Winnicott e tanti altri… e ho iniziato a vedere tutto con occhi diversi.

In pratica? Ho fatto il percorso al contrario: prima la pratica, poi la teoria.

“La vita si impara vivendola.” — (Søren Kierkegaard).

Perché hai creato Tarabà?

Perché a un certo punto ho iniziato a sentire sempre le stesse frasi:
“Non so come fare con gli orari”
“Non ho aiuti”
“Mi servirebbe qualcuno…”

E allora mi sono detta: ok, forse qualcosa si può costruire.
Tarabà nasce così: da chiacchiere tra mamme, da bisogni reali, da incastri complicati e dalla voglia di creare uno spazio che fosse utile davvero.

Un posto dove i bambini possano stare bene, fare esperienze, sporcarsi le mani (nel vero senso della parola)… e dove anche i genitori possano tirare un po’ il fiato.

La parola chiave?

Relazione. Sempre.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Mhm, domandona.
Avere tanti sogni… e trovare il modo di avvicinarmici, un pochino alla volta.
E poi vedere Tarabà crescere, a piccoli passi, senza fretta, e diventare sempre più un punto di riferimento per chi cerca uno spazio accogliente, vero, dove sentirsi un po’ a casa.

Contatti

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